Corigliano-Rossano, lavoratore sospeso dall’Azienda s’incatena a Bucita

La protesta del lavoratore 

Torna al lavoro dopo un infortunio, ma l’azienda lo ritiene non idoneo all’espletamento del servizio. Da questa mattina Enzo Brogneri, 44 anni, padre di due figli di 6 e 7 anni, si è incatenato a oltranza e lo resterà fino a quando non gli sarà riconosciuto il diritto al lavoro, in un ambiente nel quale ha lavorato per ben 20 anni e in cui è stato vittima di due incidenti che hanno causato interventi chirurgici con protesi. «È il quarto caso, denuncia il coordinatore della Uil Luciano Campilongo, che si registra all’interno dell’impianto. Abbiamo sottoposto la problematica all’assessorato regionale della Calabria circa la sicurezza sui luoghi di lavoro ma si attendono risposte. Ci sono stati quattro infortuni, in uno dei quali un lavoratore ha perso un braccio. Spesso si penalizzano quelle maestranze che sono state vittime di incidenti sul luogo di lavoro».

L’amara sorpresa al suo rientro

Enzo Brogneri venne assunto nell’ambito delle categorie protette circa 20 anni fa presso l’impianto di trattamento dei rifiuti di Bucita (area urbana di Rossano). Nel 2020 ebbe un nuovo incidente sul lavoro che determinò un periodo di riposo per infortunio a seguito del quale l’Inail dichiarò l’idoneità al lavoro comunicando all’azienda che il 2 giugno avrebbe ripreso le attività. Di tutta risposta l’impresa mette in ferie il lavoratore fino al 17 luglio e ieri l’amara sorpresa: la comunicazione della sospensione dal lavoro e della erogazione degli assegni e della retribuzione. L’uomo non sa come portare avanti la propria famiglia. E ciò che lo indigna è che l’inidoneità riscontrata dall’azienda è il frutto degli anni di lavoro e degli incidenti avvenuti nell’impianto di Bucita. Avrà 30 giorni di tempo per ricorrere al giudizio medico, al termine dei quali l’azienda procederà a valutare la possibilità di impiegare il lavoratore in altre mansioni e, nella peggiore delle ipotesi, giungere al licenziamento.  Sul lavoratore sono state impiantate nel corso degli anni ben due protesi, una nel 2019 e l’altra nel 2020 quando cadde da una motopala. In quest’ultima circostanza venne sottoposto a un intervento chirurgico presso l’azienda ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino. Il sindacato ha avviato tutte le procedure del caso a tutela del lavoratore.

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