Corigliano Rossano. L’arcivescovo Aloise in visita alla Casa di Reclusione



Corigliano Rossano – Martedì 19 ottobre scorso, S. E. l’Arcivescovo Mons. Maurizio Aloise ha fatto visita ai detenuti della Casa di reclusione di Corigliano Rossano. Un incontro carico di emozione, che ha avviato un rapporto di scambio e vicinanza con i fratelli reclusi a cui l’Arcivescovo ha assicurato la propria volontà di essere loro accanto nel cammino rieducativo. Accompagnato dal Comandante della Polizia Penitenziaria Dr.ssa Elisabetta Ciambriello e dal cappellano don Piero Frizzarin, prima di incontrare i detenuti, ha avuto modo di conoscere la realtà delle proposte rieducative della Casa di reclusione, dotata anche di un laboratorio di ceramica e di una falegnameria guidata dal falegname titolare, Carmine Santoro. Da anni, inoltre, è presente un polo universitario.

 

Nel corso della visita l’Arcivescovo ha fatto tappa nella sala colloqui nella quale, questa estate, sono stati installati 4 climatizzatori, dono proprio del Vescovo Maurizio. Infine S. E. l’Arcivescovo si è soffermato in preghiera nella cappella del reclusorio. Nella sala teatro, alla presenza della direttrice dr.ssa Maria Luisa Mendicino, il vescovo Maurizio ha incontrato i detenuti, i quali lo hanno ringraziato del dono preziosissimo dei climatizzatori. Parole cariche di speranza quelle rivolte al padre Arcivescovo nel saluto del detenuto Francesco Argentieri, con l’auspicio di avviare un cammino comune – Vescovo e detenuti – che accompagnerà la comunità penitenziaria nei prossimi anni, con la popolazione detenuta che ha chiesto di essere considerata una parrocchia, “come tutte le altre”, con la quale interagire come con ogni altra parrocchia della diocesi. Nel corso del dialogo con i fratelli detenuti, dall’ascolto dei loro pensieri e sentimenti, il padre Arcivescovo ha apprezzato la loro volontà di contribuire sempre più a trasformare la casa di pena in una casa di “ri-conversione” dove, attraverso il lavoro, lo studio, la catechesi, le attività culturali, i reclusi possano prepararsi adeguatamente al loro ritorno nella vita di uomini liberi. Una realtà, quella della detenzione carceraria, che necessita di attenzione costante e di vicinanza. A tal proposito gli stessi detenuti hanno fatto presente che servono commesse di lavoro per la falegnameria, commercianti per vendere i prodotti agricoli ottenuti nelle serre, ma anche volontari che possano animare le varie attività ludiche e didattiche, compreso l’accompagnamento degli studenti nel loro percorso universitario. L’Arcivescovo ha anche ringraziato gli agenti di Polizia penitenziaria e tutti coloro che svolgono attività al servizio dei fratelli reclusi. L’incontro si è concluso con i doni che i detenuti hanno voluto offrire a Mons. Aloise: un quadro dipinto nel laboratorio di pittura e dei vasi in cotto provenienti dal loro laboratorio di ceramica (Comunicato stampa).

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