Corigliano Rossano, i non depuratori e la fregatura consortile

corigliano rossano

CORIGLIANO ROSSANO – È Settembre ormai, quando dalle nostre parti – per colpa nostra – la stagione è quasi finita. Allora, giacchè se ne è parlato tanto, spesso a sproposito, credo sia giunto il momento di provare a fare un po di chiarezza sulla questione depuratori nell’area rossanese della città di Corigliano-Rossano, assumendomi la responsabilità di posizioni e proposte.

Partiamo da un presupposto: a Corigliano-Rossano nel 2018 ci sono interi pezzi di città senza rete fognaria, che trasformano torrenti e canaloni in fogna a cielo aperto e che sfociano inevitabilmente in mare. Questo fattore, oltre ad essere fonte di procedura di infrazione della Comunità Europea (circa 700.000 annui) è stata oggetto di un nostro esposto scaturito in un processo tutt’ora in corso.

Nonostante questo, ciò che arriva ai depuratori è decisamente molto più di quanto gli impianti possono gestire.

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Partiamo dal depuratore centrale del’area rossanese, quello collocato nel torrente Citrea. Lo stesso è stato oggetto da parte nostra di ben 4 esposti alla Procura della Repubblica, nei quali abbiamo documentato la sistematica presenza di fogna lungo la foce del torrente oltre a ripetuti lavori notturni tesi a “smuovere” la terra. A seguito dell’ultimo esposto le forze dell’ordine hanno disposto alcuni scavi a valle dell’impianto, i quali hanno svelato un grande tubo sotterraneo che sembra provenire dal depuratore e nel quale stagnava della fogna. Tale tubo sotterraneo, che aveva tutta l’apparenza di un “bypass”, non è presente nel progetto del depuratore prelevato in Comune.  Eppure da 4 anni stiamo aspettando che la Procura chiarisca quale sia l’effettiva situazione di quell’impianto; quale sarebbe l’utilità di quel tubo; per quale ragione avevamo rilevato la presenza di fogna presso la foce del torrente e chi aveva disposto lavori di “movimentazione notturna” presso la foce. Aspettiamo e speriamo.

C’è poi il depuratore Amica-Seggio. Qui la storia è molto più semplice, ma non meno imbarazzante. Si tratta di un depuratore dimensionato per gestire le acque delle contrade dell’area sud del rossanese, centinaia di persone. A quel depuratore, però, è stato permesso di connettere l’intera area dei villaggi turistici sorti intorno all’Acquapark, quelli della famosa lottizzazione Edilmar per intenderci. Quei villaggi d’estate contano, da soli, molti più abitanti dell’intera area per la quale era destinato il depuratore. Secondo voi quell’impianto depura o non depura? Non depura, non può depurare, e quest’estate lo abbiamo visto benissimo, purtroppo.

Ho qualcosa contro l’impresa proprietaria di quei villaggi? Affatto. Sono imbestialito con chi consente che si possa  trasformare il nostro mare, la nostra fonte di bellezza paesaggistica e di economia, nella fogna privata di qualcuno. Qui le strade sono due: o si impone all’impresa di realizzare un proprio depuratore oppure è assolutamente necessario intervenire come ente pubblico e potenziare quell’impianto, già dal prossimo autunno. La scelta va fatta in base agli obblighi dell’impresa, obblighi che non sono del tutto chiari in una vicenda amministrativa e giudiziaria intricata e per la quale in comune fanno il gioco delle tre carte. L’unica certezza è che la proprietà è in obbligo verso le casse comunali di circa 2 milioni di euro, come stabilito dal TAR, denaro che potrebbe essere utile anche per risolvere la questione depuratore. Quando intendiamo incassarli? Aspettiamo e speriamo.

Se a questo aggiungiamo situazioni oltre il limite della decenza come quelle di Seggio, dove la fogna alle volte è arrivata persino al livello della strada (anche in questo caso esposto alla Procura della Repubblica nel 2015 come da foto) o come quella della condotta sottomarina diventata un colabrodo, allora il quadro è completo.

Quindi, di tutto questo la Procura è informata? Assolutamente si. Oltre ai nostri esposti, mi risulta che lo stesso ente comunale abbia avvisato all’inizio dell’anno le autorità di controllo rispetto alla profonda insufficienza degli impianti di depurazione e quindi delle inesorabili fuoriuscite in mare. Allora mi chiedo: a cosa serve il sequestro dei depuratori, l’ennesimo, a ferragosto? L’intervento della Procura è utile quando va all’origine dei problemi ed individua chi effettivamente ha causato la situazione drammatica in cui ci troviamo e chi ne sta traendo – da anni – vantaggi economici. Il resto serve solo ad uscire sui giornali, arlecchinate. Aspettiamo e speriamo.

E tutto questo non può non farci arrivare alla vera, grande questione di questo tempo: la fregatura consortile, meglio conosciuta come il progetto del depuratore. 14 milioni di euro della Comunità Europea sarebbero abbondantemente bastati per terminare l’intera rete fognaria di Corigliano-Rossano e realizzare nuovi depuratori efficienti. Ma ovviamente, grazie alla classe dirigente che ancora – purtroppo – ci governa, noi non li abbiamo usati per questo, ma abbiamo resuscitato un vecchio mega-progetto da 30 milioni per il quale dovremmo trasportare la fogna da Cda Foggia, Apollinara o Fossa fino ad Insiti, con delle mega pompe di sollevamento i cui costi, ovviamente, ci ritroveremo in bolletta. Non solo: abbiamo inserito nella gara d’appalto un criterio che ha, di fatto, escluso tutte le aziende tranne una, che ovviamente è stata l’unica a presentare un’offerta sotto forma di consorzio e che, con grandissima sorpresa, si è aggiudicata la gara.

Finita qui? Macchè. L’anno scorso all’azienda principale del consorzio è giunta l’interdittiva antimafia. Tale società, dunque, è stata esclusa dal consorzio, facendo mancare palesemente il requisito necessario per partecipare alla gara, lo stesso che ha escluso le altre aziende. A quel punto il Comune che fa? Ritira velocemente il bando e ne avvia uno nuovo per terminare la rete fognaria e potenziare i depuratori esistenti? Certo che no. Ha aspettato. Anche il nostro grande commissario della fusione era informato di tutta la situazione, ma abbiamo aspettato lo stesso, fin quando la Prefettura competente non ha riabilitato l’azienda di cui sopra, in modo da poter far finta di niente e continuare con questo progetto faraonico, inutile, torbido. Sottolineo, torbido.

Forse era questo che aspettavamo? Nessuno lo saprà mai, noi abbiamo una sola certezza: il depuratore sequestrato a ferragosto. E di quest’anno in cui abbiamo aspettato, secondo voi, non se ne è accorto nessuno? Certo che no, se n’è accorta la comunità europea, che ci ha inflitto altri 700 mila euro di infrazione. Indovinate chi li pagherà, ma non andate troppo lontani, lo specchio è vicino.

Forse serve qualcosa di diverso in questo territorio, o no?

 Flavio Stasi

Portavoce Movimento Corigliano-Rossano Pulita

(comunicato stampa)

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