Corigliano-Rossano, gestione dei vaccini: occorre prudenza nella contabilità

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Vaccini e tamponi, chi controlla? L’inchiesta scoppiata a Paola-Cetraro pone un problema di gestione delle somministrazioni e della effettiva attuazione di un piano vaccinale. Sono tre le fasi da seguire per punti: ospedalieri, distrettuali e itineranti. La politica dei vaccini richiede prudenza soprattutto in materia di contabilità. La priorità è rivolta alle categorie più esposte: i sanitari in prima battuta, le RSA e gli ultraottantenni, il personale USCA.

Giungono notizie frammentate secondo cui pare siano state somministrare dosi a soggetti che non rientrano tra le figure prioritarie. Andare oltre significa compromettere la mancata copertura del “richiamo” da effettuare dopo i 21 giorni dopo il primo vaccino. Il problema è serio e non di poco conto. Pare che il vaccino sia stato somministrato anche agli amministrativi dell’Asp e a soggetti terzi. Non coprire il ciclo con il secondo vaccino significa annullare il processo di immunizzazione in corso. Non è un caso il recente richiamo alla prudenza del commissario nazionale Arcuri nella gestione dei vaccini nella direzione di dover garantire il secondo step di vaccinazione ai soggetti più esposti a rischio. Una eventuale gestione allegra, dunque, potrebbe determinare un caos generalizzato che produce ulteriore vulnerabilità al sistema sanitario.

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