Corigliano Rossano, Disorienta/mente: mostra di fotografie e versi poetici sull’inquietudine dei nostri giorni | VIDEO

Il catalogo di 12 fotografie in bianco e nero dal suggestivo titolo “DISORIENTA/MENTE… eppure nel roseto battiti d’ali”, dopo la presentazione ufficiale nell’area urbana di Corigliano, l’evento si è spostato nell’area urbana di Rossano. Quello che è venuto fuori è una mostra non solo visiva ma anche interiore, dove la Parola entra in relazione con le Immagini, instaurando, così, riflessioni sui sentieri dell’animo. I protagonisti del progetto sono stati Maria Curatolo, Carmela Martello e Giovanni Torchiaro, che hanno esposto al pubblico i motivi che li hanno spinti a dare vita a questo dialogo tra due realtà così forti: la fotografia (intensa con il chiaroscuro del bianco e nero scelto dalla Martello) e la poesia (estemporanea nel suo verso impresso sotto l’immagine tratto dalle strofe della Curatolo). Il coordinamento è stato curato da Giovanni Torchiaro, che ha lavorato sulla combinazione dei due mondi. Una copia del catalogo è stata donata a tutti gli intervenuti nel corso della manifestazione.

Il lavoro è il risultato di un impegno di circa tre anni. Il progetto, ambizioso, si propone di cogliere attraverso lo scatto e la scrittura molto breve il senso di disorientamento che si vive nella società attuale. Nel momento in cui la fotografa Carmela Martello ha colto il disorientamento femminile, il problema non si chiude, non finisce in un imbuto ma si apre lo spiraglio della possibilità, non si va a morire, ma si troverà il lieto fine. Nel catalogo l’ultimo scatto proposto è, non a caso, un nudo con dei fiori, che rappresentano metaforicamente il ritorno alla vita. Quello di Giovanni, Carmela e Maria è stato un cammino d’insieme. La parola entra nell’immagine e l’immagine entra nella parola. Qui non c’è la risposta, la risposta è il cammino interiore che l’essere umano fa attraverso il percorso interpretativo tra gli scatti della mostra. “Tra le maglie della sciabica si intrappolava la verità nascosta” è uno dei versi che descrivono perfettamente l’inquietudine e il timore di chi ricerca risposte nell’incertezza dei nostri giorni. Le foto di Carmela Martello sono state realizzate con l’effetto del chiaroscuro: la fotografa ha impostato la macchina direttamente in bianco e nero e ha messo a fuoco i dettagli per lei interessanti. Il suo scopo è stato quello di cogliere l’essenza. Il ruolo di Giovanni Torchiaro è stato quello di aggregario: non ha lavorato con la produzione artistica in senso stretto, ma ha messo freni laddove era necessario (con due donne artisticamente incontenibili) e stimolato altrettanto. Comunque in un contesto di preziosa coabitazione.

 

 

 

 

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