Corigliano Rossano: caro bollette, stangata al Roscianum: appello del titolare | VIDEO

Situazione allarmante tra gli operatori turistici della Sibaritide. I rincari dell’energia elettrica destabilizzano le imprese e si apre lo spettro della cassa integrazione per molti lavoratori. Gli imprenditori tentano di scongiurarla, ma i salassi generalizzati preoccupano. E non poco. Luigi Marino, direttore e titolare della nota struttura alberghiera Roscianum, è destinatario di una fattura di energia elettrica di oltre 72mila euro per il periodo luglio-agosto 2022, ma, sottolinea, un leggero incremento si era già riscontrato da giugno 2022. Nello stesso periodo dello scorso anno, riferisce l’imprenditore, «pagai 23mila euro, nonostante la struttura sia dotata di impianto fotovoltaico di 300kw grazie agli incentivi sull’energia rinnovabile. Poi lo Stato bloccò i sostegni e ci fermammo. Tuttavia, sono già in cantiere altre previsioni di spesa anche grazie al Pnnr per la realizzazione di altri 100 kw con accumulo di batteria».

La stagione estiva appena terminata ha portato i suoi frutti, nella consapevolezza, oramai cronica, che di turismo estivo e di flussi importanti si possa beneficiare nei soliti 40 giorni tra la fine di luglio e agosto. I rincari generalizzati incidono per il «15% rispetto al fatturato di agosto. E se continua così, continua Marino, con ogni probabilità nei prossimi giorni valuteremo se chiudere la struttura per poi riaprire nella prossima primavera per lavorare solo nel periodo estivo».  L’importante insediamento alberghiero assorbe 50 unità lavorative. E per alcuni, se non saranno apportate misure significative ai rincari generalizzati, si aprono le porte degli ammortizzatori sociali. Modalità che si sta cercando, almeno in questa fare, si evitare. Come uscirne? «Un primo aiuto potrebbe essere la riduzione dell’Iva accompagnata da un provvedimento di incentivi alle fonti rinnovabili». E poi è necessario introdurre un tetto alla spesa massima, poiché gli aumenti sono «indiscriminati e raggiungono in alcuni casi il 300%». L’appello è rivolto anche alle amministrazioni locali e alla mole di tassazione (Imu, Tari, etc etc) riservata alle grandi strutture ricettive: «Bisognerebbe venire incontro alle strutture di grosse dimensioni che magari d’inverno utilizzano parzialmente le loro potenzialità. Altrimenti saremo costretti a chiudere».

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