Corigliano-Rossano. Bullismo, aggredita 14enne: parla il padre |VIDEO

Un pestaggio in piena regola, vittima un’adolescente di appena 14 anni, cardiopatica. Il grave episodio si è consumato in un’area periferica di Schiavonea di Corigliano Rossano nei giorni scorsi, quando due ragazze coetanee e un adulto di circa 24 anni hanno dato seguito ad un atto che si configura come bullismo. Tratta in inganno e fatta uscire di casa con una escamotage, la giovane è stata colpita ripetutamente a calci e pugni e, persino, più morsi sul corpo e al volto, come diagnosticato dai sanitari del pronto soccorso dello spoke di Corigliano Rossano.

E il tutto alla presenza della sorellina più piccola, di appena 5 anni, traumatizzata dalla scena di violenza a cui ha assistito. Il maggiorenne, secondo quanto trapela, avrebbe assistito allo scenario senza intervenire. Non è da escludere che gli aggressori possano avere assunto sostanze alcoliche o di altro genere al momento del vile atto.

Il padre: «Sembravano cannibali»

Il padre della vittima, educatore, ha deciso di rendere pubblica l’intera vicenda al fine di affrontare il tema dell’adolescenza con grande senso di responsabilità «perché, oggi, non si sa in quale direzione si sta andando», ha riferito alla nostra testata giornalistica. L’aggressione è avvenuta per futili motivi, ma il genitore si chiede:«Se ci fosse stato un motivo serio come l’avrebbero ridotta mia figlia? Per loro è stato come un gioco, fino alla fine sorridevano oltre a rivolgere espressioni volgari nei confronti di mia figlia in quel momento sanguinante. Morsi dappertutto, racconta il padre, sembravano dei cannibali».

L’uomo rinuncia alla denuncia presso l’autorità giudiziaria poiché i genitori degli aggressori, persone umili, oltre a sentirsi mortificati per l’accaduto si sarebbero scusati. «Una eventuale condanna servirebbe a poco, il problema è culturale. E poi, vorrei dare un’altra possibilità a queste ragazze purché si ravvedano». Emerge un bisogno di dimostrarsi adulti a tutti i costi, indossano abiti succinti all’età di appena 12 anni.«I nostri giovani bruciano le tappe troppo velocemente, come genitori dobbiamo darci una regolata».

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