Corigliano Rossano. Antoniotti (ex sindaco): Il progetto di fusione in un binario morto



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Giuseppe Antoniotti

‘’I Rossanesi e  i Coriglianesi che hanno, a stragrande maggioranza, votato per la fusione,  ovvero per una prospettiva di sviluppo e di crescita del territorio, per servizi efficienti ed efficaci, per un decentramento partecipato attraverso l’istituzione dei Municipi, corrono il rischio di veder malamente vanificare  la loro volontà  espressa. E’ quanto afferma l’ex sindaco, Giuseppe Antoniotti  che insieme con la sua maggioranza  di centrodestra  ha promosso ed avviato, con atti di giunta e di consiglio, l’istituzione del nuovo comune Corigliano- Rossano. L’unico risultato sinora raggiunto, conseguenza positiva della fusione, l’elevazione della sede Inps a filiale provinciale mentre si continua a registrare il fallimento della deputazione territoriale di maggioranza  e di minoranza sulla vicenda del Tribunale che doveva essere oggetto di seria discussione in seno al governo per la riapertura dello stesso.            Sicche’,  afferma Antoniotti, l’impressione  che emerge dai circa cinque mesi di Amministrazione Stasi , e’ che le Comunita’ del Comune unico Corigliano-Rossano, sembrano essere governate come se fossero ‘’separati in casa’’.  Nel rispetto dei ruoli, e nella consapevolezza delle non poche difficolta’  nel gestire e governare un Comune di 80 mila abitanti ed essendo stato amministratore mi rifiuto  di ‘’dare pagelle’’ , ma di lanciare un messaggio forte e chiaro affinche’ sia mantenuta dritta la barra del progetto fusione cosi’ come indicato dalla volonta’ popolare  a seguito di referendum tenutosi il 22 ottobre 2017, in cui il sì alla fusione ha ottenuto il 61,4% a Corigliano e il 94,1% a Rossano. A leggere le ‘’linee programmatiche’’  del Sindaco , quelle che vengono definite ‘’azioni’’ non sembra siano rapportabili ad una ‘’visione’’ come il processo di fusione richiede. Un esempio tra tutti è la persistente indecisione su ‘’che fare dell’ex centrale Enel’’, che insieme con il Porto e la Marineria e al patrimonio di imprese piccole e medie, in particolare dell’agroalimentare,  costituisce un triangolo virtuoso sul quale fondare la strategia di sviluppo per il nostro territorio. Non bisogna quindi abbandonare l’opportunità di una ”rivisitazione”, in senso ecocompatibile ed ecosostenibile dell’ex centrale Enel e la sua bonifica.Semmai un serio progetto in questa direzione va inserito, insieme con il Porto e la Marineria, in un disegno organico di pianificazione e di sviluppo del territorio accompagnato da un riassetto istituzionale. Quest’ultimo si riferisce alla ‘’macchina amministrativa’’, ovvero al decentramento dei servizi anche attraverso l’istituzione dei Municipi, con organi eletti. Sia la pianificazione e lo sviluppo del territoriale, sia il riassetto istituzionale dovrebbero muoversi su un binario che porti ad un obiettivo unico: un’ Area Vasta che, facendo perno sul comune costituito Corigliano-Rossano, associ gli Enti istituzionali eletti che rappresentano il territorio della Valle del Crati e di quello del Trionto, ovvero una seconda Citta’ metropolitana, dopo quella di Reggio. Il Porto, oltre alle sue attività tradizionali, commerciali e da diporto,  dovrebbe diventare il fulcro dell’area Zes (zona economica speciale) dove ,per funzionare, debbono essere create infrastrutture di collegamento( strade,ferrovie, e collegamenti su gomma).  La Marineria potra’ aggiungere ” valore’ economico” alla sua produzione se , nell’ambito delle forme istituzionali attribuite alla Regione, fara’ parte della macroregione adriatico-ionica, e dunque potra’ usufruire degli appositi fondi europei strutturali legati alle opportunita’ dell’economia marittima. Dopo l’avvenuta fusione abbiamo purtroppo annoverato la netta latitanza della Regione che ha completamente abbandonato il nuovo comune unico ,ecco perché bisognerà fare leva sul nuovo  e prossimo Consiglio Regionale  affinché dia il giusto supporto a questa nuova grande città (la terza in Calabria)Amministrare l’emergenza, cosa che si sta avviando a fare, senza trascurare il governo che, dovendo svolgere funzioni di prospettiva ha bisogno di condivisioni anche aldila’ del cerchio istituzionalmente legittimo di una maggioranza ed opposizione che risultano essere le componenti dell’attuale Consiglio comunale. E’ nell’ambito di uno ‘’spirito costituente’’ che non va soltanto declamato, ma praticato, che si pone il mio contributo, ovvero di chi  ha creduto, promosso ed avviato la fusione  tra i due Comuni come strategia di sviluppo e di crescita, nonche’ di ” spinta propulsiva’’, per avere piu’ risorse e servizi efficaci ed efficienti, ed aumentare la qualita’ della vita, il livello sociale delle Comunita’ del territorio e per dare una speranza alle giovani generazioni. Io da Sindaco ho creduto insieme a tanti cittadini alla fusione e se malauguratamente il progetto dovesse fallire ne saremmo tutti indistintamente responsabili. (comunicato)

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