Corigliano Rossano. Alessandra Capalbo (Civico e Popolare): Lo “stasismo”, dall’apatia all’ansia da prestazione

Caro sindaco, la fiaba dei lupi cattivi (e abbiamo notato, dopo la sfuriata di domenica, che anche se “spelacchiati” le fanno ancora molta paura!) – e dell’indifeso agnellino, vittima del passato e del sistema non appassiona più nessuno!

La gente, non solo chi siede tra gli scranni dell’opposizione o chi “pratica la politica”, ma quella che la mattina si alza e deve inventarsi un modo per fare mangiare i figli e pagare le bollette – comprese quelle per i servizi che da quando governa lei, diciamo la verità, sono diventati un lusso per pochi – è stanca!

Alessandra Capalbo

Anche la gente che aveva creduto nella sua azione di cambiamento è stanca!

Pertanto, prima di parlare delle bocciature degli altri, inizi a valutare il giudizio che l’opinione pubblica – fuori e dentro le mura- esprime riguardo al suo operato, il cui bilancio, fino ad oggi, è tutt’altro che positivo.

E mentre lei è impegnato a ricercare frasi sibilline che sottendono solo la velleità di ricandidarsi, Civico e Popolare le propone qualche spunto di riflessione:

  • La Fusione, da grande opportunità di crescita a grande fallimento.

Forse, non si è reso ancora conto che, diventando il primo sindaco di Corigliano – Rossano ha preso in mano un diamante grezzo, cioè, la Fusione di due grossi paesi e che, a quest’ora, avrebbe dovuto modellare e dargli una forma definita.

Cosa ha fatto, invece, in questi anni di governo per assolvere a questo gravoso compito? Nulla!!!

Basti pensare che in tre anni non è riuscito a dare neanche un nome a questa città che con lei è a “pezzi”, più di prima! Sì, proprio lei continua a definirsi “il sindaco di Rossano e di Corigliano” non ha fatto nessuna azione che potesse inculcare in ognuno di noi un senso di appartenenza “nuovo”.

Per non parlare dello Statuto … potremmo, anche, sfiorare il ridicolo…!

Sarebbe apprezzabile se, anziché continuare a farci sermoni “pudichi” sulle cattive gestioni passate, iniziasse a raccontarci della sua gestione, delle sue difficoltà nel governare. Sarebbe onesto da parte sua dire ai suoi elettori che se la Fusione si sta rilevando un fallimento non è per il progetto in sé, per quanto complicato sia, ma perché non è stato in grado di amministrarla!

Forse il giudizio finale sarebbe più clemente.

  • Quando non si riesce a governare più neanche i propri stati d’animo.

Ma lei davvero pensa che la ferocia con cui ha parlato domenica possa tranquillizzare la città?

Con tutti i problemi del vivere quotidiano, con tutti i problemi logistici che riscontriamo tutti i giorni nelle nostre contrade, nei vicoli o nelle strade principali, lei davvero pensa che la gente possa comprendere l’urgenza che l’ha spinta a convocare un consiglio di domenica mattina (e, Presidente, diciamolo che l’alternativa proposta era farlo di sabato!) per dare seguito a una mera “prassi amministrativa”, di cui andrebbe, tra l’altro, chiarita la pubblica utilità e l’obbligatorietà?!

Nessuno avrebbe avuto nulla da eccepire se il consiglio fosse stato convocato di domenica mattina per affrontare il problema della criminalità dilagante in città, soprattutto alla luce degli ultimi – in termini cronologici – episodi di violenza che si sono consumati nella Marina di Corigliano. Sarebbe stato gradito – vista la problematica che urge una soluzione – un Civico Consesso in cui il sindaco mette a punto una strategia condivisa con tutte le forze di governo, per affrontare questi problemi che minano la sicurezza pubblica e che, di fatto, impediscono di vivere serenamente nella città in cui siamo nati e in cui abbiamo scelto di restare.

  • Propaganda senza fine.

Non si può tollerare la volontà esplicita di far passare per “ostruzionismo” l’atto di sdegno e di protesta dei consiglieri di opposizione verso un modo di governare che non può essere condivisibile; ricordando a qualche distratto che i consiglieri di opposizione hanno il dovere di allertare la città e di proteggerla da scelte amministrative che, compiute con leggerezza, o peggio, con superficialità, potrebbero avere pesanti conseguenze sul futuro economico dell’Ente.

Suggeriamo al sindaco e alla sua squadra di governo – se ancora ne esiste una – di fare qualcosa di concreto, in questo scampolo di tempo che ancora gli resta, quanto meno per salvare la faccia; perché i vari ” mi sono recato personalmente…” o i vari ritornelli o qualche foto scattata in qualche cantiere pubblico, nelle contrade popolose, non impressionano né incrementano il bagaglio dei consensi; perché, il consenso, sindaco, lo ha perso sul campo, con il suo modo di governare deludente (pure per chi l’ha votata) e fallimentare!

Alessandra Capalbo, Coordinatrice di Civico e Popolare

comunicato stampa

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