Corigliano Rossano. Aggressione al cimitero, chiesto risarcimento danno

Corigliano Rossano – Aggressione nei pressi dell’area cimiteriale di Rossano. E’ quanto si sarebbe consumato nei primi giorni di novembre con tanto di denuncia depositata ai carabinieri. Ma i fatti riportati sono riscontrabili sul piano indiziario? Il presunto aggressore smentisce categoricamente e parla di  “notizie false”, di “ricostruzioni fantasiose”, “mendaci e lesive della reputazione altrui”.  In una nota stampa il titolare di una impresa di onoranze funebri ha “dato mandato all’avvocato Ettore Zagarese di tutelare le ragioni del querelante nelle opportune sedi richiedendo un risarcimento del danno per fatto illecito ad una somma stimata in 1 milione di euro, cifra che sarà totalmente devoluta in beneficenza. Nella domanda di giustizia vengono descritti i fatti nella loro cruda e dura realtà.  È ora di dire basta e far sì che sia la verità a vincere su basse e misere provocazioni”.

“Nei fatti realmente accaduti –  si afferma nella nota – non vi è stato alcun violento pestaggio, tantomeno alcun diverbio tra rivenditori di fiori, legalmente autorizzati a sostare nelle aree predisposte, o agenzie di pompe funebri, nei pressi del cimitero di Rossano, nel comune di Corigliano Rossano, quanto piuttosto una ricostruzione mistificatoria data in pasto alla stampa da altri soggetti, a vario titolo noti alle cronache locali, non aventi alcuna licenza o autorizzazione per svolgere l’attività di rivendita di fiori. In questo caso potremmo parlare di uno smanioso desiderio di mettersi in mostra, di una violenta volontà lesiva e del bisogno patologico di arrecare disturbo e provocare chi, in tutta onestà e a pieno titolo, svolge il suo lavoro a favore dell’intera comunità, giorno e notte. Attività, e ci riferiamo alla rivendita autorizzata di fiori nello spazio adiacente al cimitero di Rossano, fino ad ora svoltasi in assoluta tranquillità e serenità. I fatti narrati nella nota data alle stampe parlano di una querela e mostrano una storia raccontata al contrario con il solo e chiaro scopo di ledere l’immagine di un imprenditore e della sua famiglia e creare scompiglio nella popolazione inducendola ad avere timore nel recarsi in un luogo di eterna pace e silenzio”.

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