Corigliano. Raffaele Corrado difende il Sindaco

“Il nemico numero uno di una città non è né può essere solo il sindaco”. Di ciò ne è convinto Raffaele Corrado, del Circolo del Buon Governo della Sibaritide, il quale interviene sulle recenti polemiche che hanno investito, anche in maniera forte, il sindaco Giuseppe Geraci.  “E’ divertente vedere che in giro – afferma Corrado –  ci sia ancora tanta gente capace di pensare che il sindaco di una città sia il suo male assoluto. E lo sia al punto che di fronte a una qualsiasi cattiva azione, o presunta tale, come può essere anche il cattivo funzionamento di un servizio (cose che capitano anche in città modello), la violenza, da parte dei cittadini, possa cambiare tutto. Meno divertente, invece, è il fatto che spesso – aggiunge Corrado – le stesse persone dimentichino che questo resta un territorio dove i mali assoluti sono altri: l’illegalità diffusa, le troppe tasse (per le quali nessuno invoca la rivolta fiscale), una giustizia delirante (che guarda caso nessuno ha il coraggio di denunciare, perché spesso serve alla causa), una burocrazia assassina (vero male di tutti i nostri municipi, diventata casta intoccabile per via di leggi assurde) e soprattutto una classe dirigente mediocre e irresponsabile, se non criminale (di cui fanno parte imprenditori, intellettuali, liberi professionisti e giornalisti), di cui nessuno chiede il linciaggio quando chiude gli occhi di fronte allo sfascio, perché ha bisogno del potere, che se la compra (e compra il suo vile silenzio) con sussidi, favori e prebende d’ogni genere. Ecco, sta proprio qui il principio che si continua a non capire: il nemico numero uno di una città non è né può essere solo il sindaco. Il quale, invece, spesso, – spiega il presidente Corrado – è l’unica istituzione, quella di prossimità, a fare davvero gli interessi dei suoi cittadini, magari anche sbagliando. Perciò quando si arriva a un incrocio della storia in cui bisogna scegliere da che parte stare, perché il tuo sindaco è tenacemente linciato, aggredito, offeso, anche per cose banali, penso che non ci possa essere confronto: tu, noi e tutti quelli che appartengono alla società civile e non credono nell’ideologia del sangue stanno con il sindaco. È così. Non può non essere così. Un paese civile sta dalla parte delle istituzioni. E i giornali dovrebbero saperlo e scriverlo a nove colonne, senza paure e reticenze. Il sindaco, pur con tutti i suoi limiti e difetti (e chi non ce li ha), è la parte migliore delle istituzioni, perché è il più vicino ai cittadini. E’ colui cui comunque ci si può rivolgere, nel bene come nel male, per risolvere un problema, per avere un aiuto, un consiglio. E’ colui che ti ascolta ed è sempre in prima linea (com’è avvenuto in occasione delle alluvioni o dell’arrivo dei migranti), perché gli altri (prefetto, presidente della regione, governo e chi più ne più ne metta) sono troppo lontani e indifferenti”. (fonte La Provincia do Cosenza)

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