Corigliano, il progetto Le Favole Sibarite: Istituzioni in rete |VIDEO



Quali erano i racconti di una volta per i più piccoli? Come si divertivano i bambini dei nostri antenati? cercando di dare una risposta a questi interrogativi e per diffondere la conoscenza di quelle che sono le nostre origini e le nostre tradizioni, è nato il progettoLe Favole Sibarite” . Presentato nell’ambito di un convegno ospitato nel Salone degli Specchi del Castello Ducale di Corigliano, il progetto ha visto protagonisti alunni di diversi ordini di scuola. Hanno fatto rete : l’Istituto d’Istruzione Superiore “Green – Falcone e Borsellino,  l’Istituto comprensivo “Don  Bosco” di Cantinella ed il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide. L’idea progettuale è del prof Giuseppe Marasco, tesa a diffondere la conoscenza delle favole sibarite e del loro fine educativo.

Gli alunni del l’ISS “Green – Falcone e Borsellino, capofila nel progetto, con l’aiuto della tecnologia sono riusciti a fondere passato e futuro con l’animazione delle favole sibarite. Dal canto loro, gli alunni più piccoli, quelli dell’istituto don Bosco, sono stati i primi fruitori di questa pubblicazione.

Il viaggio nel passato, alla riscoperta della storia e degli usi degli antenati sibariti, è iniziato con la visita al Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide. La direttrice Adele Bonofiglio ha rilasciato un’ampia intervista sui tesori del museo. Il progetto è stato selezionato, l’unico della provincia di cosenza,  nell’ambito del concorso nazionale “Progetti didattici nei musei, nei siti di interesse archeologico, storico e culturale o nelle istituzioni culturali e scientifiche”. Luciano Greco, dirigente Atp Cosenza ha definito l’intero progetto un valido esempio di buona scuola.

Il progetto ha consentito agli alunni coinvolti di fare un vero e proprio tuffo nel passato, alla riscoperta dell’orgoglio sibarita e di usi e costumi della Magna Grecia. Le favole sibarite sono oggi fruibili attraverso materiale cartaceo, digitale e multimediale. Per consentirne la massima diffusione  si è provveduto alla realizzazione di una versione anche in linguaggio Braille e nel linguaggio dei segni.

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