CORIGLIANO: POVERTA’ CRESCENTE, CITTADINI SI RIVOLGONO ALLA CARITAS

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CORIGLIANO La povertà prende sempre più corpo, si tocca con mano. E coinvolge non solo stranieri e/o extracomunitari ma anche cittadini coriglianesi. Quella Corigliano ritenuta più forte sul piano delle potenzialità economiche nel territorio. Le notizie che trapelano confermano lo stato di grave crisi che attraversa il tessuto sociale, di cui però in pochi hanno consapevolezza, se non gli addetti ai lavori. Tra questi coloro che prestano opera alla Caritas, contribuendo nel silenzio a praticare la vera solidarietà, non quella proclamata o fittizia. Talune fonti rivelano situazioni drammatiche: disoccupati, padri e madri di famiglia, si rivolgono alla struttura per qualche piatto caldo. Lo fanno con molta prudenza, quasi di nascosto, per vergogna di farsi vedere. Indigenti che vivono nell’oscurità, nella riservatezza, perché temono il giudizio. Atteggiamento umanamente comprensibile, ma non condivisibile. Sono altri i soggetti che dovrebbero vergognarsi: lo Stato, le istituzioni. Quel che fa male è l’indifferenza di massa di fronte a situazioni drammatiche che toccano concittadini. L’amore per la città scatta magari quando si tratta di spostare un reparto sanitario da Corigliano a Rossano. Li spunta l’orgoglio coriglianese. Quando invece si tratta di aiutare concittadini caduti in miseria si ha l’abitudine di volgere lo sguardo dall’altra parte. Come nel caso del giovane Antonio Cosenza che si è rivolto al tanto decantato micro credito al fine di attingere al fondo di garanzia (pensato per contrastare le povertà). Il giovane per qualche singola, rata dove si è registrato un ritardato pagamento di un vecchio finanziamento oggi formalmente saldato e chiuso, si è visto bocciare un progetto di 17mila euro utile a metter su una panetteria a Schiavonea. Nonostante le denunce contro un sistema bancario restrittivo e la burla del micro credito nessuno ha manifestato sostegno.
(FONTE – LA PROVINCIA COSENTINA)

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