Contributi fusione, Scutellà (M5S): Più soldi per Corigliano-Rossano

CORIGLIANO-ROSSANO –  Incrementare la dotazione finanziaria per i contributi straordinari ai comuni sorti da fusione nella misura di 20 milioni di euro per l’anno 2022. Provvedere all’abolizione del limite massimo di contributo straordinario per ogni comune beneficiario e alla revisione dei criteri di priorità di accesso alle risorse economiche bonus preferendo il criterio del numero di abitanti e non quello dell’anzianità di fusione. Tutto questo in un’ottica di equa retribuzione delle risorse.

È quanto prevede un Ordine del Giorno al Decreto Legislativo 267/2000 presentato dalla Portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati, Elisa Scutellà, approvato dall’Assemblea di Palazzo Montecitorio.

Elisa Scutellà

«Il processo di fusione a cui sono andati incontro diversi comuni italiani – dice Elisa Scutellà – e non da ultimo anche alcune realtà calabresi come Corigliano-Rossano (la più grande fusione avvenuta in Italia) ha necessità di essere supportato anche economicamente dallo Stato. Realtà grandi come la terza città della Calabria che, prima di tutti hanno portato a compimento un non facile processo legislativo di semplificazione degli enti locali oggi devono essere messi nelle condizioni economiche di poter gestire l’ordinario: dalla manutenzione per finire ai servizi. La DLgs 267/2000, a mio avviso, aveva una falla. Cioè quella di concedere maggiori premialità alle fusioni più anziane, quelle che si sono realizzate prima. Questo però – precisa Scutellà – penalizza le nuove fusioni che, invece, hanno creato entità comunali con una popolazione rilevante e che, dunque, hanno urgente bisogno di vedersi riconosciuti dei bonus economici per sostenere e completare quel difficile processo di unificazione. Ecco perché con uno specifico Ordine del Giorno approvato dalla Camera ho chiesto che si possa sforare, già a partire dal 2022, il tasso massimo delle premialità fissato a 2 milioni di euro ma soprattutto ho posto all’attenzione del Governo la necessità di dare priorità all’accesso ai bonus non per anzianità di fusione bensì per numero di abitati, nell’ottica – conclude – di una distribuzione equa e corretta delle risorse pubbliche» (Comunicato stampa).

 

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