Con il 5X1000 anche quest’anno l’Unical premierà gli studenti più meritevoli

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I fondi della raccolta restano destinati all’istituzione di un premio assegnato ai migliori iscritti di ciascun corso di laurea. A breve saranno resi noti i criteri per l’assegnazione del contributo finanziato con i proventi del 2020

L’Università della Calabria ha deciso di destinare anche quest’anno i proventi della raccolta del 5X1000 agli studenti più brillanti. Con i fondi, che derivano dalle donazioni destinate all’ateneo dai contribuenti con la dichiarazione dei redditi, sarà finanziato un premio assegnato agli iscritti con il miglior curriculum universitario per ciascun corso di laurea.

Per il 2020 l’UniCal ha ricevuto la somma di 54mila 547 euro. L’ateneo ha deciso di raddoppiare questa cifra, così da avere risorse sufficienti per poter destinare il premio allo studente più brillante per ogni anno di ciascun corso di laurea dell’ateneo, triennale, magistrale o a ciclo unico. L’importo del singolo contributo sarà di 500 euro. A breve saranno resi noti i criteri per l’assegnazione.

«Qui all’Unical ogni giorno i nostri studenti lavorano sodo per costruire il proprio futuro e migliorare anche quello del territorio in cui vivono. Lo hanno fatto anche in quest’ultimo difficilissimo anno. Abbiamo ritenuto giusto quindi confermare l’iniziativa lanciata per il 2020 – commenta il rettore dell’UniCal Nicola Leone – Siamo certi che sarà apprezzata e condivisa anche dai contribuenti che decideranno di assegnarci il 5 per mille della loro dichiarazione».

Per destinare il 5 per mille all’Università della Calabria è sufficiente mettere la propria firma e indicare il codice fiscale dell’ateneo – 80003950781 – nel riquadro “Finanziamento della ricerca scientifica e dell’Università” della scheda “Scelta per la destinazione del 5 per mille dell’Irpef”.

Il 5 per mille non comporta oneri ulteriori a carico del contribuente: è una quota dell’Irpef che può essere donata a enti di ricerca scientifica, di interesse sociale o associazioni sportive e non è alternativa all’8 per mille destinato alle confessioni religiose.

 

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