Comune unico, il 75% dei rossanesi dice Si



Il 75% dei rossanesi dice si alla fusione. Il responso del sondaggio, proposto dal Meetup “Amici di Beppe Grillo – Rossano in Movimento” tra fine maggio e fine giugno, sul tema fusione Rossano – Corigliano Calabro è chiaro: su 366 cittadini intervistati, 273 si dichiarano favorevoli al Comune unico. La ragione è presto detta. Per il 76% degli intervistati dalla fusione deriveranno, o almeno lo spera, più vantaggi; solo il 12% prospetta più svantaggi. ”Tutto chiaro. Anzi no. Alla domanda – si legge nella nota del Meetup – se prima di andare al voto avrebbe voluto leggere un piano di fattibilità, lo stesso 75% dei cittadini risponde “si”.
L’assenza di una comunicazione istituzionale, almeno sul tema fusione, è sentita: ci si informa sul tema grazie ai comunicati stampa apparsi sulla rete (28%) e quotidiani locali (25%). A sorpresa, ma neanche tanto, compare tra i mezzi di comunicazione sulla fusione il “passaparola”, terzo con il suo 12%. Non pervenuti incontri e assemblee pubbliche.
La totale carenza di informazioni targate Mascaro – Geraci ha la sua (naturale) conseguenza: i cittadini non sanno per quale ragione i due Comuni avrebbero intrapreso il processo di fusione, almeno secondo il 34%, mentre il 28% lo riconduce alla necessità di un maggiore peso politico e il 23% a ragioni di interesse economico.
Ma quali sarebbero i (percepiti) vantaggi derivanti dalla fusione? Migliore qualità dei servizi e maggiore quantità degli stessi secondo i rossanesi, che si dividono, però, sulla vicinanza tra i cittadini e l’Amministrazione in caso di Comune unico: solo il 44% ritiene che aumenterà, mentre per il 30% rimarrà la stessa.
La domanda che dovrebbe unire tutti – Cosa accadrà alla capacità rappresentativa in caso di fusione? – in parte divide: aumenterà solo per 6 cittadini su 10.
Sul tema fusione, insomma – conclude il Meetup “Amici di Beppe Grillo” – Rossano in Movimento – molta inconsapevolezza, ma sulla politica destra-sinistra locale e nazionale tanta consapevolezza: hanno fallito”.

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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