Comitato Pesca : Preso un granchio con il settore ittico in ginocchio

Salvatore Martilotti


In un clima surreale caratterizzato dal silenzio e da mille preoccupazioni per il presente, ma soprattutto per il futuro, in casa da soli devi organizzare la giornata e dopo la passeggiata dalla cucina al salotto, inevitabilmente sei avido di notizie e fra le tante che arrivano, in particolare da tutta la Calabria, incuriosisce la notizia dell’attivismo del nuovo Assessore  Agricoltura e Pesca della nostra Regione deciso sostenere le richieste fatte dai pescatori, compresi quelli della piccola pesca artigianale. Ma, a volte, può capitare, che i suggeritori più accreditati possono prendere un granchio e portare fuori pista il buon Assessore regionale, il quale rapidamente chiede al Ministro del Mipaaf di spostare il fermo pesca obbligatorio da settembre ad aprile/maggio. Tuttavia, prima di entrare nel merito è necessario ricordare che l’attuazione di questo importante strumento era stato già deciso dal “D.M. n.13128 del 30 dicembre 2019, disposizioni pesca strascico” che per i Compartimenti da Brindisi a Napoli e quindi per tutta la Calabria è previsto dal 7 settembre al 6 ottobre 2020. In una situazione del tutto normale sarebbe stata una richiesta legittima anche se abbastanza complicata da attuare  come dimostrano i vari tentativi fatti sin dagli anni novanta di modificare il periodo di attuazione nei diversi mari del nostro Paese. E poi queste richieste hanno sempre lasciato in sospeso un interrogativo, – dichiara Salvatore Martilotti, presidente del “Comitato Pescatori Costieri Artigianali Corigliano-Rossano”- , mai risolto: il fermo pesca è uno strumento biologico o un ammortizzatore sociale? Adesso in piena emergenza straordinaria Coronavirus sono stati varati provvedimenti importanti come il “Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18” che prevede, fra l’altro, misure di sostegno economico anche per il settore pesca. E poi dopo la “CIRCOLARE URGENTE FERMO DI EMERGENZA COVID-19” inviata dalla Direzione Generale della pesca marittima e dell’acquacoltura inerente la procedura da seguire per dimostrare l’avvenuta interruzione dell’attività di pesca ai fini della corresponsione dei contributi, sorge spontaneo un interrogativo: era necessario chiedere lo spostamento nel mentre si è impegnati a gestire un provvedimento di fermo pesca straordinario in atto? Ora forse è il momento di chiederci, ma questi nostri amministratori regionali e locali non avrebbero fatto prima a far decollare interventi a sostegno del settore di loro competenza? Non sarebbe stato forse più utile per la crisi che si è innescata con l’emergenza Coronavirus, che ha determinato un forte calo delle vendite per ovvi motivi, attivare azioni di promozione del “Prodotto ittico locale” da parte dei Comuni costieri? E la Regione Calabria perché non dà priorità a  far decollare misure straodinarie a sostegno del settore di sua competenza a partire dei fondi del FEAMP non utilizzati? Per evitare fraintendimenti, – continua Salvatore Martilotti – certamente è apprezzabile  l’interesse verso il settore della pesca, ma forse non è tempo di pensare ad interventi della Regione per sostenere la debole economia ittica della Calabria ormai in ginocchio? Con questo quadro preoccupante non sarebbe opportuna una forte sinergia fra pescatori, Istituzioni, e associazionismo settoriale? E i Comuni costieri non potrebbero attivare on-line  “Tavoli di ascolto” per predisporre proposte e interventi diretti per l’emergenza  dell’economia ittica locale?  E la Regione Calabria, nell’ambito delle proprie competenze, perché non si attiva coinvolgendo, on-line, l’associazionismo della pesca, per trovare le possibili soluzioni con interventi diretti con il varo di un “Piano Pesca Straordinario” per rendere utilizzabili aiuti all’occupazione, alle attività di servizio e supporto ai sistemi produttivi insieme agli strumenti finanziari dell’ Agenzia per lo sviluppo delle imprese ittiche previsto dalla Legge regionale di settore, la n.27/2004 per rispondere ad una crisi straordinaria del settore che ha un rilevante impatto sul tessuto economico locale? Nessuno me ne voglia, ma con questa grave emergenza senza precedenti non si può diversificare utilizzando il linguaggio del politichese. E poi per dirla per intero in fondo mi dispiace che alcuni amministratori locali e il nuovo assessore all’Agricoltura e Pesca della Regione Calabria con motivazioni (“già molto abusate e in fondo sterili”) con molta probabilità hanno preso un granchio chiedendo al MIPAAF di spostare il fermo pesca nel mentre siamo impegnati a dimostrare l’effettiva interruzione dell’attività di pesca con il problema di come attivare i contatti per depositare i documenti presso l’Ufficio marittimo dove l’imbarcazione è attualmente ferma che li riconsegnerà solo alla fine del fermo pesca straordinario. Ma questa grave emergenza finirà presto? Speriamo di si, ma abbiamo l’impressione che ci vorrà ancora molto tempo con profondi danni economici e, ancora più grave, significative modifiche comportamentali nelle relazioni sociali che cambieranno il nostro agire quotidiano abituale.

Salvatore Martilotti
Presidente “Comitato Pescatori Costieri Artigianali
Corigliano-Rossano”

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