Caso Stombi. Papasso: Lavorammo per garantire la navigabilità



Gianni Papasso

Cassano allo Jonio: Gianni Papasso: Nella vicenda del Canale dello Stombi, non c’è stato e non c’è, nella maniera più assoluta, alcun intreccio strano tra il Comune e il Consorzio di Bonifica. C’è stata solamente una trasparente e preziosa collaborazione per cercare di risolvere, in maniera duratura, la questione dell’insabbiamento e di conseguenza assicurare la navigabilità dello stesso, per consentire il libero e sicuro transito di tutte le imbarcazioni, per entrare e uscire dal complesso nautico dei Laghi di Sibari. Nel 2012 appena eletto sindaco ho dovuto fare i conti con la questione Stombi. Il canale era chiuso da moltissimi mesi e addirittura i velisti dei Laghi fecero affiggere un manifesto di lutto, per dichiarare la morte del bellissimo e prezioso complesso turistico. Ci siamo messi al lavoro e abbiamo incominciato ad ottenere i primi risultati: il canale aperto in poche settimane, una nuova attenzione verso il complesso dei Laghi di Sibari. Ricevemmo, mediante l’affissione di manifesti pubblici, i complimenti dei cantieri nautici e di moltissimi cittadini interessati. Abbiamo continuato con questo spirito nel 2013 e nel 2014. Non ci bastava! Le operazioni messe in atto, quasi sempre, dipendevano dalla disponibilità della imprese, è molto spesso le stesse non avevano i mezzi e le attrezzatura per raggiungere buoni e sicuri risultati, spendendo annualmente somme ingenti. Soprattutto, non ci bastava che il canale rimanesse aperto solamente per brevi periodi. Nel 2015, come si è fatto in tantissime parti d’Italia, per casi analoghi, nell’ambito delle disposizioni di legge, abbiamo intessuto un trasparente e chiaro rapporto di collaborazione con il consorzio di bonifica che, come è risaputo, già interveniva e interviene sul canale per il regolare il normale deflusso delle acque di irrigazione. Siamo pervenuti alla sottoscrizione, pubblicamente, di una convenzione dopo aver consultato eminenti professionisti del diritto amministrativo, dopo aver avuto il parere favorevole degli uffici comunali e del consorzio e anche con il chiaro parere favorevole della Regione Calabria: ente proprietario del canale, ente finanziatore dell’intervento. Infatti, alla stessa abbiamo trasmesso: convenzione, progetto preliminare e richiesta economica. Nessuno ostacolo o comunicazione contraria è pervenuta. Non abbiamo, quindi, creato ad arte nessun atto pubblico per aggirare e derogare la procedura dell’evidenza pubblica, non abbiamo turbato nessun procedimento amministrativo, non abbiamo assolutamente condizionato la scelta del contraente. I risultati ci sono stati, se è vero come è assolutamente vero che, dopo tanti anni, nel periodo di collaborazione tra Comune e Consorzio in canale è stato aperto e navigabile per lunghi lassi di tempo. L’insabbiamento e la conseguente chiusura era stata ridotta a pochi mesi. L’abbiamo detto anche in precedenza! Ben venga l’inchiesta della magistratura per chiarire, definitivamente, chi effettivamente ha operato per e in favore dei Laghi di Sibari. Abbiamo profonda fiducia nella magistratura e, pertanto, assicureremo tutta la collaborazione possibile per dimostrare la liceità del nostro agire rispetto ai fatti di indagine che vengono contestati al sindaco e alla giunta. Una cosa è certissima nel nostro agire: c’è stata profonda buona fede, la volontà di risolvere in maniera concreta una vicenda annosa, di operare con correttezza e trasparenza e senza intrecci strani e complessi come qualcuno, maldestramente, cerca di fare apparire. Diremo ai magistrati, con dovizie di particolari, anche tutto il resto che abbiamo fatto, rispetto ad un tristissimo passato, per risolvere in maniera radicale il problema. Nel frattempo esprimiamo vicinanza e sincera solidarietà ai cittadini dei Laghi di Sibari, intrappolati nel villaggio da oltre un anno e mezzo, per l’insabbiamento e la conseguente chiusura del canale Stombi (Comunicato stampa).

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.