Caso malasanità Giulia Montera. il papà ai medici: “Affrontate il Processo” |VIDEO

Sul caso di presunta mala sanità riguardante la piccola Giulia Montera, difesa dall’ avv. Giovanni Zagarese del foro Castrovillari e dall’ avv. Massimo Micaletti del foro di Teramo, si registra l’intervento del padre della piccola Gabriele Montera, Presidente dell’associazione nazionale onlus.

“unalottaxlavita”, che commenta la possibilità di prescrizione del reato nella vicenda che vede coinvolti Maria Grazia Pagliuso, Francesco Milillo e Giosualdo Cocone, rinviati a giudizio con le accuse di omissione di amministrazione di idonea terapia, mancata diagnosi, imprudenza, negligenza ed imperizia.

«E’ una vergogna, è una realtà e un rischio difficile da digerire. Non è giusto uscirsene indenni come se nulla fosse successo. Giulia merita giustizia!». «Il diritto penale determina l’estinzione di un reato a seguito del trascorrere di un determinato periodo di tempo: a distanza di molto tempo dal fatto, lo Stato non ha interesse a punire la relativa condotta, e ciò potrebbe avvenire anche nel nostro caso, che va avanti da anni. Tutto questo – sottolinea il presidente Montera – non ha alcun senso per un padre che chiede giustizia, e non è neppure giusto nei confronti di tutti quei professionisti, e sono tantissimi, che ogni giorno svolgono con impegno e dedizione il proprio lavoro».

Il presidente Montera si rivolge agli imputati, a quelle stesse persone oggi a processo, richiamando i principi di sacralità del giuramento di Ippocrate rivendicando, di fatto, il pieno diritto a conoscere la verità sul perché oggi la figlia sia affetta da patologie gravissime. Chiedo ai medici, già rinviati a giudizio, di non sfuggire alla sentenza di una Corte soltanto perché una prescrizione lo consente, bensì di lasciarsi giudicare sempre.

 

Giulia Montera oggi ha sette anni e non hai mai avuto la vita di una bambina normale. La mamma Maria Lauricella, durante la gravidanza, viene seguita nell’ ospedale “Compagna” di Corigliano e nessuna anomalia viene mai rilevata. All’atto della nascita si evidenzia sulla neonata una patologia denominata piede torto bilaterale. Dopo circa sette giorni dalla nascita, e dopo controlli e visite continue, da parte di tutti i medici in forza al reparto di Pediatria, Giulia Montera viene dimessa dall’equipe medica dopo aver accertato “discrete condizioni di salute e con sospetta osteocontrodisplasia a carattere ereditario paterno”. Ma da lì inizierà un lungo calvario, un numero infinito di viaggi della speranza per cure, esami e controlli, pellegrinando tra Palermo, Roma, Milano, Verona, Firenze, Genova e Lecco il tutto sulle spalle di una famiglia che non dispone di risorse economiche. Giulia, tra le tante cose, ha subito diversi interventi: tracheostomia, piloristomia, nissen, e peg. Il futuro di Giulia Montera sara’ comunque per sempre legato ad una macchina di ventilazione e ad una bombola di ossigeno.

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