Carcere Rossano, la solidarietà di Fdi-An ai tre agenti feriti



Lo Stato nella Sibaritide interviene e taglia di tutto e di più. Lascia in piedi la sola casa di reclusione e lo fa nel modo peggiore. Ormai la città di Rossano è ritenuta terra di nessuno, lo dicono i fatti, il resto è chiacchiera. Sull’istituto di pena di Ciminata di Greco vi sarebbe tanto da scrivere, per carenza di personale, per esposizione a grandi rischi poiché ospita terroristi dell’Isis. La tensione è dunque alta. Agli appelli delle sigle sindacali solitamente si risponde col silenzio. Nelle ultime ore tre agenti di polizia penitenziaria sono stati aggrediti. Un atto che conferma lo stato di piena difficoltà cui è sottoposto il personale. Sul punto in questione «Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale Calabria esprime solidarietà ai tre agenti della polizia penitenziaria del carcere di Rossano». Secondo il partito della Meloni «atti come questi rappresentano campanelli d’allarme che non possono rimare inascoltati. La casa circondariale andrebbe rafforzata, e non da oggi, ragion per cui auspichiamo che il Ministero di Grazia e Giustizia assuma gli adeguati accorgimenti».
In prima battuta ad assumere posizione è il coordinatore regionale di Fdi-An, Ernesto Rapani, il quale «nel manifestare la propria vicinanza agli agenti feriti nei giorni scorsi dopo essere stati aggrediti, a quanto pare, da un detenuto comune, ribadisce ancora una volta l’importanza dei principi di sicurezza all’interno della casa di reclusione rossanese.
«Da troppo tempo, ormai, stiamo ascoltando gli accorati appelli del sindacato Sappe – prosegue Rapani – che lamenta un grave sottodimensionamento della pianta organica della polizia penitenziaria. In considerazione anche dell’importanza dell’istituto di reclusione, che com’è noto, ospita detenuti pericolosi e terroristi islamici, il Ministero non può continuare a far finta di nulla, spedendo a Rossano anche criminali internazionali, per poi negare la possibilità agli agenti di un turnover adeguato. Il Sappe, nel suo ennesimo appello, ricorda anche come la casa circondariale di Rossano sia una delle più complesse della Calabria, proprio a causa della tipologia di detenuti ristretti ed anche per questo stia soffrendo la grave carenza di personale di polizia penitenziaria che andrebbe incrementata di almeno trenta unità».
Rapani annunci, infine, di farsi carico della problematica presso la rappresentanza del partito in Parlamento. «La sicurezza, del cittadino e delle forze dell’ordine, è tema sul quale Fdi-An è e rimane particolarmente attenta. Per questo motivo, non esiteremo un solo istante di più – chiosa Ernesto Rapani – nel segnalare la questione ai vertici del partito ed alla nostra deputazione. A Giovanni Battista Durante e Damiano Bellucci, segretario generale aggiunto e segretario nazionale del sindacato di polizia penitenziaria Sappe, ai tre agenti feriti giunga la nostra completa solidarietà».
Insomma è vecchia storia. Rossano isolata dal mondo. Per lo Stato non esiste. E’ come se ci fosse una cabina di regia occulta che ha deciso la morte di questa città, a partire dalla chiusura del tribunale, su cui ancora oggi nulla si dice circa i criteri adottati. Una brutta pagina della storia repubblicana. Verso cui, si auspica, vi possa essere un immediato segnale di riscatto.

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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