Cani avvelenati a Sibari, opera di aspiranti ladri?

Diversi casi di cani avvelenati a Sibari. Interviene il Nucleo Cinofilo Antiveleno dei Carabinieri del Cutfaa (Comando Unità Tutela Forestale Ambientale e Agroalimentare) che, nella mattinata di sabato, ha ispezionato d’urgenze alcune villette presso le quali si sono verificati gli episodi. Apposita richiesta in tal senso era stata avanzata in settimana dal sindaco di Cassano all’Ionio Giovanni Papasso facendosi portavoce dell’istanza rappresentata dalla Presidente facente funzioni del Consiglio comunale Felicia Laurito. Nello specifico, i casi in questione hanno avuto come epilogo 3 cani avvelenati di cui 2 deceduti e uno salvatosi in seguito all’intervento del medico veterinario. Secondo una prima sommaria ricostruzione dei fatti, il tutto si inquadrerebbe nell’ambito di azioni mirate a “neutralizzare” i cani per poter compiere indisturbati furti e rapine all’interno delle residenze del luogo. Il Sindaco Papasso e la presidente Laurito ringraziano il Nucleo Cinofilo Antiveleno dei Carabinieri, intervenuto con il vice brigadiere Cosimo Cervedera e il Carabiniere scelto Antonio Bettarini che “con grande professionalità e dovizia hanno ottemperato a quelle che sono le loro mansioni con alto senso del dovere ed abnegazione”. L’amministrazione comunale, accogliendo l’invito della Presidente Laurito, la quale è anche Presidente dell’Associazione Onlus Salvazampe, che da anni con la collaborazione dello CSEN cinofilia svolge attività di sensibilizzazione sul territorio contro l’abbandono e il maltrattamento dei cani, sta vagliando il regolamento per la tutela dei cani e l’istituzione dell’anagrafe canina “perché la civiltà di un popolo si vede anche da come tratta e tutela gli animali”.

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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