Calcio: la Rossanese d’un tempo, lavorare e crederci

Lo sport e il calcio in particolare non vive momenti felici, in linea con la crisi che vive il Paese ai vari livelli. Il passato glorioso della Rossanese di un tempo appartiene a una storia che le nuove generazioni non conoscono, o conoscono poco. Ma c’è voglia di calcio, e c’è sete di rivedere gli spalti dello “S.Rizzo” gremiti. Nelle ultime ore il presidente dell’Asd Rossanese Fabio Abbruzzese torna sul tema ponendo al centro la necessità di riportare il calcio al centro delle attività sociali e sportive della Città e dell’intero territorio della Sibaritide. “Credo sia una priorità per tutti – presidenti, dirigenti, atleti e sportivi – che in questi anni, per diverse vicissitudini, hanno volto il loro impegno affinché “il pallone” in questa realtà non sparisse. E dicendo questo, sono sicuro di sintetizzare unanimemente il pensiero di chi gravita attorno a questo mondo. Addetti ai lavori e non. Il primo obiettivo, sicuramente non facile, è quello di restituire entusiasmo e calore ad una delle piazze più blasonate e importanti dell’intero panorama calcistico calabrese e meridionale che negli ultimi anni, purtroppo, ha subito una spiacevole involuzione. Specie dopo la chiusura della bellissima parentesi rossoblù che ha visto la Rossanese ad un passo dall’agognato traguardo del professionismo. Una mira per gli addetti ai lavori, un obiettivo per le dirigenze che si sono susseguiti in oltre 100 anni di storia, un sogno per i tifosi di sempre in cui, ancora oggi, noi crediamo e dal quale non ci distogliamo. Perché chi ama il calcio, in tutto il mondo, in tutte le categorie, lo fa perché desidera che la sua squadra del cuore vinca sempre. Ma per far ciò, c’è bisogno che innanzitutto si voglia bene alla propria squadra del cuore. Nel nostro caso alla squadra della nostra Città. Che oggi – e di questo ne siamo lucidamente consapevoli – non c’è. E non c’è più da tempo! Questo non significa che gli sforzi compiuti dalla nostra società, così come dalle altre che gravitano nell’ambiente locale, in questo ultimo lustro non siano serviti a nulla, o siano stati vani. Tutt’altro! Ma probabilmente è maturo il tempo, così come speriamo anche la voglia e la volontà dei tifosi, dei cittadini e dell’Amministrazione comunale, di pensare in grande e farlo con una sola entità. Dico di più: farlo con una duplice ed univoca entità che guardi dal Trionto al Crati. Noi, da gruppo dirigente giovane e affiatato, ci siamo. Purché si ritorni a parlare dell’edificazione di qualcosa di buono e positivo. Ma soprattutto nuovo e lungimirante. Poniamo solo una prerogativa. Che, del resto, è quella che pongono da sempre tifosi e addetti ai lavori: a ognuno il suo ruolo! Senza nessuna sibillina promiscuità, che storicamente è stata alla base di tutti i fallimenti programmatici calcistici cittadini. Essendo tutori, custodi e responsabili del titolo della Rossanese abbiamo la grande responsabilità di riattivare l’entusiasmo attorno ad un’unica entità sportiva e calcistica. Ribadisco, abbiamo una grande responsabilità. Pertanto, nei prossimi giorni – prima della conclusione del campionato calcistico di Prima categoria, che sta vedendo protagoniste le due squadre cittadine –, accogliendo con piacere anche il costruttivo invito di altre società sportive locali, convocherò un incontro al quale chiederò la partecipazione dei dirigenti delle società sportive dilettantistiche Città di Rossano e Vigor Rossano per avviare un primo tavolo di concertazione verso la creazione di un’unica entità calcistica, già a partire dalla prossima stagione sportiva. Dopodiché ci attiveremo con l’Amministrazione comunale e con le forze imprenditoriali cittadine per proporre l’ampliamento e la realizzazione di una società forte che possa contemplare anche la partecipazione attiva dei cittadini. Noi vogliamo bene alla Rossanese, ma prima di tutto vogliamo bene a questa città che deve ritrovare lo spirito giusto per ricollocarsi nel panorama calcistico che conta”.

 

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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