Bocchigliero, emigrazione e spopolamento: le terapie d’urto e gli Sprar |VIDEO

Per la sua posizione strategica, Bocchigliero è al centro tra mare e montagna: alle spalle la magnificenza della Sila e a valle lo sguardo sul Mar Jonio. Sebbene lo spopolamento incida fortemente sulla vita della comunità, portando i suoi abitanti a vivere altrove durante la maggior parte dell’anno, non ci si scoraggia e ci si rimbocca le maniche, trovando occasioni sempre nuove per creare economia e dare servizi migliorativi ai residenti e a quelli che tornano d’estate per le ferie. Dalla primavera, la vita del centro abitato si anima con varie iniziative che attirano turisti e visitatori grazie ai finanziamenti che arrivano dalla Regione Calabria e dal Parco nazionale della Sila che permettono a varie associazioni del posto, una su tutte Sila Ambiente, di attivare una serie di percorsi itineranti tra le bellezze del territorio. Il Servizio civile universale permette ai giovani di mettersi in gioco con attività e servizi a beneficio di tutti.  Fiore all’occhiello dell’amministrazione comunale attuale, guidata dal sindaco Alfonso Benevento, è il servizio SPRAR, che offre ospitalità integrati ai richiedenti asilo rifugiati. Si tratta di 25 unità divise in nuclei monofamiliari, ed è in corso la richiesta di ampliamento a 35 unità. Il Comune, in sinergia con la cooperativa che gestisce il servizio, organizza manifestazioni sull’integrazione (l’ultima avvenuta il 6 agosto) e favorisce l’inserimento degli ospitati nel mondo del lavoro e dei loro figli nelle scuole comunali. A ogni famiglia è stata messa a disposizione una abitazione, ognuna in zone diversificate del centro urbano.

 

Ma Bocchigliero ha anche i suoi residenti fissi per tutto l’anno che hanno bisogno di sostegno. Per quanto riguarda le attività commerciali, sono stati previsti importanti sgravi fiscali che vanno dal 50% al 60% di imposte comunali. Lo stesso vale per nuclei familiari numerosi, da 4 a 6 componenti. Con i comuni limitrofi lo spirito è di grande collaborazione, soprattutto con Campana e Longobucco, con il quale Bocchigliero ha la stessa denominazione di comuni ultraperiferici. Si sta facendo sinergia per sfruttare le risorse del PNRR che in questo periodo si stanno attivando. Con i 12 comuni della fascia, è stato firmato un protocollo per partecipare al bando di Green economy del PNRR tramite la Regione Calabria. Allo stesso modo con i tre comuni ultraperiferici, è in corso in attuazione un progetto finanziato di 700 milioni di euro, che prevede corsi di formazione su tre categorie: forestazione, assistenza di base (tenuto conto che gli anziani e le persone fragile sono la percentuale di popolazione maggiore) e ambiente. Di questo progetto, 50 unità di Bocchigliero sono attive sulle tre aree di intervento. Una grande possibilità di sbocco lavorativo in un’area con alto tasso di disoccupazione.

Le scuole, dopo il rischio di chiusura degli anni passati, sono state ripopolate dalle recenti acquisizioni dello SPRAR, del CAS (Centro di accoglienza straordinaria) e dal Centro per minori. Infatti, all’infanzia sono presenti 25 bambini pluriclasse, e alla primaria 15 scolari, anch’essi in pluriclasse. Alle scuole medie inferiori ci sono invece solo 6 studenti – evidente la contrazione di bambini nati nel comune dieci anni fa – e alle scuole superiori (IPSIA) sono presenti 35 frequentanti, perlopiù residenti ma alcuni provenienti dalla vicina Campana. Per quanto riguarda la sanità, si assiste a un decadimento totale dei servizi medici primari nella comunità, come sta avvenendo nell’ultimo decennio in tutto il Circondario. Un’emergenza denunciata da tempo e che non si riesce a superare. La guardia medica non è garantita in tutti i giorni della settimana, il medico di base è in pensionamento (a fine mese finirà il suo mandato) e non c’è nessun medico disponibile a rimpiazzarlo. Con il presidente Occhiuto i sindaci si stanno riunendo per risolvere il problema: oltre alla soluzione paventata dal presidente dell’arrivo dei medici cubani, c’è la richiesta da parte dei sindaci di concedere una deroga alla norma regionale. Se il medico in pensione è disposto a continuare a svolgere la sua attività anche dopo, si può concedere un allungamento del servizio fino a mandato successivo.

In merito alla viabilità, ci sono dei finanziamenti approvati dal Ministero (1 milione di euro) che permetteranno a breve di mettere in sicurezza la strada che collega il comune montano al mare e di congiungerla alla costruendo strada lungo il Tronto che da Longobucco scende verso Mirto. Da qui non sarà difficile poter immaginare di collegarsi al nuovo tracciato del Megalotto della 106, che se sarà realizzato il progetto a mezza costa (ossia abbandonare il vecchio tracciato che segue il mar Jonio) andrebbe ad avvantaggiare tutti i comuni che si trovano a monte. Insomma, un paese attivo che resiste e che si dà da fare su più fronti. Una comunità che vede nella vita lenta e sana la ricchezza del domani. Con la garanzia dei servizi essenziali, è capace di mettere a frutto i suoi beni preziosi e di farli fruttare a vantaggio di tutti.

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