Ballottaggio. Graziano chiede confronto pubblico con Stasi



CORIGLIANO-ROSSANO – «Credo sia necessario e non più differibile un confronto pubblico tra i due candidati a sindaco di Corigliano-Rossano per discutere di programmi, idee e prospettive della nostra Città. Non un duello ma un dialogo costruttivo nel solo interesse dei cittadini. Il nuovo governo civico di Corigliano-Rossano avrà la grande responsabilità di incidere in modo definitivo sullo sviluppo dell’intero territorio della Sibaritide. E non ci saranno appelli. O si sa in che direzione indicare il timone oppure sarà il baratro. Non possiamo sbagliare. Ecco perché chi è candidato a diventare sindaco avrà la responsabilità delle cose che dice e propone ma soprattutto dovrà avere il coraggio e le competenza per farle».  

È quanto dichiara il candidato sindaco Giuseppe Graziano, a capo della coalizione “Il Sindaco che Unisce”, chiedendo pubblicamente al competitor Flavio Stasi un contraddittorio sui programmi e sulla squadra di governo.

«Non pongo regole d’ingaggio per il confronto – dice Graziano – solo la possibilità che tutti i cittadini di Corigliano-Rossano possano ascoltarlo e farsi un’idea. In questo momento mi sembra questo lo strumento migliore per portare alla gente verità e una visione oggettiva della grande sfida che ci attende».

«Ci sono tante emergenze in questo angolo di Calabria da dover affrontare, aggredire e risolvere. Anzi, tantissime. Ma dobbiamo avere anche la capacità e le competenze per poterle risolvere. Ululare alla luna non porta l’acqua nelle case, non porta sviluppo, non porta lavoro, non porta servizi. Non porta nulla. Serve lavorare come le api, tutti insieme, ma a guidarle ci deve essere qualcuno che lo sappia fare e deve essere una persona capace. Io non ho mai messo in dubbio l’onorabilità personale del mio competitor ma sarebbe altrettanto corretto che lui stesso difendesse la mia di onorabilità che è stata mortificata, infangata e offesa da falsità e menzogne inaudite. Prenda le distanze Flavio Stasi dalla campagna diffamatoria montata sul mio conto e che non trova riscontro da nessuna parte. Così come dimostri di non avere contatti e sostegno da parte dei poteri forti della Regione Calabria e di Cosenza che hanno sempre tramato il male per questa Città ed comprensorio ionico. Sono stato dipinto come se fossi un bandito o chissà quale altra razza di malfattore. Queste dicerie hanno toccato la suscettibilità della mia famiglia. L’hanno portata allo stremo e non consento più a nessuno di andare oltre. Sinceramente, non mi ero accorto del cumulo di letame che è stato sparso sulla mia persona. Non ne avevo avuto la percezione, impegnato come sono stato e come sono tutt’ora a creare un futuro per questa terra nella quale viviamo tutti con difficoltà ma con la speranza, però, che potremo continuare a viverci con dignità».

«Sto portando avanti con trasparenza e lealtà la mia campagna elettorale. Non so se gli altri possono dire la stessa cosa. Tutte le mie spese sono tracciabili e posso dimostrare al centesimo i soldi spesi per l’attività politica. Non so se tutti, ripeto, possono dire la stessa cosa nascondendosi dietro slogan vittimistici ma che in realtà non giustificano nulla. Confrontiamoci, allora, sui contenuti. Questa sarebbe la più alta forma di rispetto reciproco tra avversari politici» (Comunicato stampa). 

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