Associazione medici cattolici: Il malato è prima di tutto una persona

E’ sotto gli occhi di tutti come l’impatto della pandemia sugli ospedali calabresi e nello specifico della nostra Provincia si stia rivelando particolarmente gravoso.

Abbiamo la fondata preoccupazione, accompagnata da numerose segnalazioni, che nella drammaticità del momento si finisca per trascurare le necessità basilari dell’assistenza al malato, soprattutto se anziano e/o disabile.

Da testimonianze dirette rileviamo non soltanto la minore attenzione alle cure mediche ma soprattutto la grave trascuratezza della cura dell’igiene, dell’alimentazione e dell’idratazione del malato, che sono alla base della DIGNITÀ DELLA PERSONA.

È venuto meno, per necessarie esigenze di protezione dal contagio, della presenza dei familiari o di una persona addetta, e l’assenza degli operatori del volontariato che assicurano aiuto e vicinanza, unite e talvolta sostitutive di quelle messe in atto dalla struttura sanitaria, nondimeno le difficoltà di seguire il percorso di questi pazienti  all’interno dell’Ospedale o nel trasferimento tra un presidio e l’altro.

Accanto a queste circostanze contingenti sono riemersi e si sono aggravati problemi annosi e invano denunciati, relativi alla carenza del personale medico-specialistico, infermieristico e degli operatori socio-sanitari, quest’ultimi specificamente addetti alla cura della persona.

I più fragili rischiano di pagare il prezzo più alto! 

            Non c’è più tempo da perdere

Non possiamo più tacere!

Lo dobbiamo anche ai colleghi medici e a tutti gli operatori in prima linea, che stanno facendo il possibile in una situazione di caos organizzativo e di difficoltà senza precedenti, come in uno scenario di “guerra”.

            Non possiamo accettare siano assimilati ad irresponsabili e  ignavi!

Lo impone il nostro codice deontologico, che richiama il medico al dovere di tutelare la vita, ….. e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della libertà e della dignità della persona umana, senza discriminazioni di età, ……, in tempo di pace come in tempo di guerra, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera”.

Come Medici Cattolici della Diocesi di Cassano all’Jonio, vogliamo rispondere all’appello del nostro Pastore, il Vescovo Mons. Francesco Savino: La Calabria ha toccato il fondo di una crisi annunciata ed ora spetta alla nostra fame di speranza trovare il coraggio di tornare a galla … a respirare”.

Come professionisti che perseguono l’etica della responsabilità a favore del bene comune, mettiamo a disposizione le nostre esperienze e conoscenze per proporre modalità concrete di risposta alla crisi, alcune delle quali offriamo all’attenzione degli uomini e delle donne di buona volontà che operano in sanità.

Occorre innanzitutto alleggerire l’onda d’urto della domanda di cure sugli ospedali, supportando l’attività della medicina generale, fondamentale anello di congiunzione tra Ospedale e Territorio e integrando le cure domiciliari con le USCA e con l’assistenza specialistica a domicilio dei pazienti e nelle strutture per anziani, avendo nei Distretti e nei poliambulatori la disponibilità sia delle branche di specialistica esistenti che del monte ore aggiuntivo di recente deliberato dall’ASP.

E’ indispensabile chiamare a raccolta tutte le risorse umane esistenti  nelle aziende sanitarie e metterle a disposizione delle aree di crisi negli ospedali, pronto soccorso, reparti di terapia sub-intensiva ed intensiva, reparti Covid e non-Covid.

Siamo consapevoli che è difficoltoso reclutare medici infettivologi, pneumologi, anestesisti e di emergenza (quanto tempo è stato perso!), ma non si comprende come non si possa impegnare nei punti critici, in attesa di nuove indispensabili assunzioni, psicologi, infermieri e operatori socio sanitari, richiamandoli da reparti non in prima linea o da tutti i servizi territoriali temporaneamente sospesi su ordinanza regionale.

E’ necessario che le direzioni sanitarie dei presidi ospedalieri sorveglino per garantire la regolare somministrazione del vitto e delle bevande, le cure igieniche essenziali  e  il frequente cambio della biancheria personale e da letto.

Devono essere rafforzate le procedure di igienizzazione degli ambienti e delle attrezzature (attività spesso esternalizzate ed affidate incautamente a ditte dedite solo al profitto), per evitare che  le carenze strutturali degli ambienti ospedalieri, in condizioni di sovraffollamento, aumentino il rischio di infezioni ospedaliere.

Tutti gli operatori sanitari devono operare in piena sicurezza, con adeguati dispositivi di protezione individuale, rafforzando gli strumenti e le misure di igiene degli ambienti e delle persone in tutti gli Ospedali Covid e non Covid .

Rivolgiamo, quindi, un accorato appello a chiunque operi nelle aziende sanitarie e negli ospedali, a tutti i livelli di responsabilità, affinché si mettano in atto tutti gli sforzi necessari a garantire non solo cure adeguate ma prima ancora ad assicurare le condizioni di base per la sopravvivenza dei pazienti fragili e per soddisfare i bisogni fondamentali delle persone malate, nel rispetto della loro dignità ed integrità.  (Comunicato stampa – Il presidente Francesco Stivala)

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