Ancora attacchi a L’Eco dello Jonio



di ROSSELLA MOLINARI

eco-annoMinata la “libertà” e l’autonomia dei giornalisti de L’Eco dello Jonio. Qualche sedicente inventato professionista, prossimo ad essere candidato in un movimento civico e con un evidente conflitto d’interesse, lontano dal rispetto nei confronti delle persone e della dignità delle professioni, con fare disinvolto e a lingua eccessivamente sciolta, ha usato toni denigratori e offensivi nei confronti dell’attuale corpo redazionale.
I giornalisti, in quanto soggetti che svolgono un’attività pubblica, sono spesso sottoposti a giudizio critico. E ci può stare. Quel che non può starci è la volgarità dei contenuti espressi, le illazioni, le supposizioni di basso profilo, adatte a chi le propina. Spiace dover constatare che figure che si ritengono di “prestigio” ospitano nelle proprie liste soggetti adusi alla disinvolta calunnia, portatori di pensieri altrui, magari di chi è stato messo a un angolo perché usava a fini commerciali questo giornale. Il tempo dei piccoli “figuri” è terminato. Eleviamo il confronto, allontaniamoci dal chiacchiericcio di strada, soprattutto quando si ha la pretesa di candidarsi a funzioni rappresentative. Proprio chi, spesso dall’alto del nulla, si erge a giudice e si arroga il diritto di pontificare su cosa un giornalista debba o non debba scrivere, ragiona con la mentalità del “padrone” pretendendo “devozione”.
Si pretende finanche di sapere cosa sia giornalisticamente “appetibile” e, se questo non trova poi concretizzazione, allora scatta la frase: «Voi de L’Eco non siete liberi». Frase tanto offensiva quanto falsa, che tutti noi rispediamo al mittente e a chi lo “informa”, sia anche un ex direttore di questo giornale ispirato da mere fantasie pur di gettare fango su questa realtà. Pertanto, non consentiamo a nessuno di offendere e denigrare chi lavora in questo giornale, men che meno a chi apparentemente dimostra di prodigarsi per il bene collettivo in maniera altruistica e disinteressata. È sin troppo facile immaginare lo spirito con cui nascono alcuni movimenti o comitati, spesso solo preludio di candidature e ricerca di voti.

E chi decide la composizione delle liste e fa finta di nulla o, peggio ancora, tenta di dare una parvenza di distanza da taluni atteggiamenti è anche peggio di chi li mette in pratica. Non si illudano queste persone.
I cittadini non sono stupidi. E all’arroganza non rispondono mai con accondiscendenza. Stiano sereni e, piuttosto, cerchino di fare il proprio dovere e di dare un reale contributo alla crescita della città. Alzando il livello degli interventi e accettando anche le critiche che, tra l’altro, insieme alle proposte sono parte integrante del programma con cui si presentano. Vadano avanti per la loro strada, senza scaricare su altri le proprie frustrazioni.

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