Amministrative 2016 tra politica e spettacolo

di MARTINA FORCINITI e SAMANTHA TARANTINO

SALVINI PER ANTONIOTTI (2)Accolto da circa 2.000 persone nel Palazzetto dello sport, il vicepresidente della Camera dei deputati Luigi Di Maio, il più giovane della storia della Repubblica, è giunto a Rossano per sostenere la candidatura a sindaco dell’esponente del Movimento 5 Stelle di Rossano, Stanislao Acri. «Io non sono venuto a dirvi ciò che vogliamo fare ‒ esordisce l’onorevole Di Maio ‒ ma sono venuto a raccontarvi i fatti, che ci danno quotidianamente la credibilità di presentare qualunque programma. La nostra condotta amministrativa è quella del buon padre di famiglia che con pazienza attua una spending review giornaliera; ebbene, la stessa si può applicare allo Stato. Possiamo combattere con onestà e competenza i comportamenti corretti che finora hanno attanagliato la nostra nazione. Chiediamo persone che non abbiano contribuito e partecipato al disastro degli ultimi 30 anni del Paese. Tracciamo un solco tra chi ha già avuto un’occasione e noi. Vi chiedo solo di metterci alla prova ‒ continua il vicepresidente ‒. Se ci darete l’opportunità di governare questo paese, ciò che applichiamo a 130 parlamentari, si potrà fare con una sola legge a 900 consiglieri regionali, 1.000 parlamentari e 70 europarlamentari. Recupereremo, così, una mole di miliardi di euro per iniziare a detassare questo paese e garantire futuro a famiglie e imprese. Quando sono arrivato alla Camera, ho chiesto lumi circa il bilancio, cercando di capire il secchio da dove perdesse. È necessario capire in che modo quei soldi si stanno sprecando. Mi chiedo perché paesi con una tassazione molto più bassa della nostra abbiano più servizi di noi. Individuai, sul finire degli anni ’90, ‒ continua Di Maio ‒ nei 30 milioni di euro di affitti d’oro di palazzi che la Camera pagava, la voce spreco. Siamo riusciti a far passare tre righe di legge che hanno modificato la clausola che non permetteva di recedere dal contratto e così da due anni non pagate più quella cifra – continua l’onorevole ‒. Perché non era stato fatto prima? Semplicemente perché quello spreco di vostri soldi doveva foraggiare un sistema. “L’anomalia” M5S ha fatto saltare il banco. Possiamo rompere questi meccanismi che sono alla base dei maggiori scandali politici che abbiamo vissuto fino ad ora. In primis, il fenomeno dei finanziamenti illeciti ai partiti, fatti con i soldi delle nostre tasche. Intanto, concentriamoci su tre cose: il reddito di cittadinanza, il tema di Equitalia e della produzione. Abbiamo presentato la carta dell’onestà: chiunque sia stato coinvolto in scandali di corruzione non può ripresentarsi in politica. Si chiama Daspo per i corrotti e se sarà incostituzionale che lo dicano. La corruzione ci ruba decine di migliaia di euro che possono invece essere investiti in altro. Non c’è un solo comune nostro dove non si sia ridotto il debito pubblico di almeno il 20%, con un’aspra lotta a Equitalia. In alcuni comuni amministrati dal M5S, sono state dimezzate bollette telefoniche e tagliati altri sprechi dal 20 al 50%. È il nostro modo di governare. Ma questo non ve lo diranno mai altrimenti cadrebbe il governo già da domani. Non è un caso che in Italia abbiamo il grosso problema della mancanza di informazione. Del resto, fino a che la Rai resterà in mano ai partiti, io il canone non lo farei pagare a nessuno. Fino a che il capo della Rai lo nominerà un partito o il nostro premier, ci saranno programmi di scarsa qualità che serviranno il padrone. Noi vogliamo persone libere e indipendenti che quando affrontano il problema della disoccupazione in Italia non ci prendano in giro sullo 0,1%, ma ci vengano a dire veramente gli italiani come stanno».

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In un’alleanza nata per ridisegnare il futuro della città rossanese, “Il Coraggio di Cambiare l’Italia”, il Pd e altre alleanze civiche, nei giorni scorsi hanno accolto con grande entusiasmo l’On. Lorenzo Guerini, vicesegretario Nazionale del Pd, arrivato a Rossano a sostegno della candidatura a sindaco di Stefano Mascaro. «Oggi per me è la giornata dedicata alla Calabria e sono qui a dimostrare la valenza di questo progetto politico per questa città – introduce l’On. Guerini –. A Rossano, Stefano Mascaro, persona radicata nella sua comunità, scende in campo con coraggio in una visione comune con altre forze a dimostrare cosa sia la buona politica. A chi parla di identità politica, io rispondo dicendo che questa non basta: la realtà si cambia governandola. La politica è vocazione, se c’è l’etica della convinzione della propria identità unita alla responsabilità, allora si potrà portare avanti un progetto, a partire dalla lotta alla criminalità, costruendo nelle comunità alleanze larghe con condivisioni di obiettivi. Il venir meno dei partiti ha portato avanti la proliferazione delle autocandidature – continua l’On. Guerini –. Saranno i cittadini al momento del voto a ricomporre questo mosaico, riconoscendo le candidature vere. Fare il sindaco è una scelta, parlo per esperienza diretta. Se intorno alla figura del sindaco costruiamo un noi, in una logica di condivisione, allora si creerà una comunità in cui tutti si sentono responsabili».

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Ogni stagione politica ha la sua “star” di riferimento, quasi fosse un circolo vizioso che funziona solo se si glorificano eroi sempre nuovi. E questo sembrerebbe essere il momento felice del “condottiero” Matteo Salvini e del suo vangelo leghista. Viene da pensarlo alla luce di quell’accoglienza da stadio che alle latitudini “terrone” – innegabilmente mortificate – in molti non si aspettavano così entusiasta.
La corazza sudista è stata bucata con il fascino della felpona che strizza l’occhio o al suon di “prima gli italiani”? «Non si può non dare priorità alla nostra gente – ha urlato dal palco l’onorevole lombardo ‒ perché, con 4 milioni di italiani disoccupati, si aiuta prima la nostra gente, poi, se avanza qualcosa, gli italiani. E a quelli che gridano “Buh!” non mi resta che dire portateveli a casa vostra i clandestini, pagategli voi con il vostro stipendio colazione, pranzo e cena».
Irresistibili per la piazza rossanese i temi snocciolati dal leghista: c’è la disoccupazione, perché «non è possibile che 2 ragazzi su 3 in Calabria debbano scappare per poter trovare un’occupazione. E per far ripartire il mondo del lavoro, la prima legge che cambieremo quando ritorneremo alla guida del governo – se ci darete una mano – è una delle leggi più infami votate dai politici italiani negli ultimi anni e si chiama Legge Fornero. È così che abbiamo perso i nostri ventenni migliori scappati all’estero e in cambio abbiamo ricevuto le migliaia di clandestini sbarcati sulle nostre coste».
C’è la concorrenza esasperata al secondo Matteo (ossia Renzi,) al cui Governo la risposta migliore la si potrà dare il 5 giugno «anche se qui mi sembra esista la complicità di un centrodestra che, quando gli fa comodo, per le poltrone o per gli affari, fa gli inciuci con la sinistra. La risposta migliore però la si potrà dare pure a ottobre, quando ci sarà il referendum di Renzi, della Boschi e di Verdini che, se approvato, ci lascerebbe schiavi nei prossimi 50 anni, perché la Costituzione mortificata da Renzi continuerà a impedire agli italiani per tutta la vita di dire qualcosa su quello che sceglie l’Europa sulle nostre teste. Se ci riempiono di olio tunisino, di arance marocchine, di riso dalla Cambogia, avremo diritto o no di dire che quest’Europa non ci piace? Lo desse ai suoi figli Renzi l’olio della Tunisia o il latte in polvere che arriva dall’Ucraina».
Immancabili, poi, per l’uomo delle ruspe, i riferimenti a quell’“altro da noi” che oggi prende il volto dello straniero, dell’immigrato, ma anche della coppia gay perché, «con tutto il rispetto per le scelte di vita di chiunque, se lo Stato non deve entrare nei negozi con gli studi di settore e con Equitalia, men che meno ha il diritto di entrare in camera da letto. Ognuno è libero di fare quello che vuole, con chi vuole e dove vuole ma, per quanto mi riguarda, il matrimonio si fa tra un uomo e una donna e un bimbo viene adottato se ci sono una mamma e un papà. Altro che genitore uno, genitore due e utero in affitto»; senza dimenticare gli sfaticati che «magari timbrano e dopo un quarto d’ora vanno in spiaggia, rubando il lavoro alla gente perbene. Non hai voglia di fare quel lavoro? Togliti dalle p***e!».
E se è vero che il leader verde non manca mai di solleticare le corde e le reazioni di un popolo sfinito e logorato dall’abuso, ecco che l’atto finale si gioca sui punti critici, con l’invito ai contestatori – che c’erano, eccome! – ad andare «a far “Buh!” sotto la sede della Regione Calabria che rende questa regione la più disoccupata d’Europa».

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