Amendolara. Località San Nicola attenzionata per un futuro parco archeologico

Il Comune scommette sulla sua storia. E lo fa insieme alla Soprintendenza Archeologia delle Belle Arti e Paesaggio della Calabria.

Per realizzare in località San Nicola, con oltre 20 ettari di terreno a disposizione, uno dei parchi archeologici più grandi e rinomati del Sud Italia, un vero e proprio laboratorio di archeologia a cielo aperto. Dove poter apprendere e studiare. Vertice in Municipio tra il sindaco Pasquale Aprile e gli Amministratori comunali con il pool di esperti e  archeologi del Ministero dei Beni culturali. I funzionari della Soprintendenza bruzia Francesca Spadolini, Carmelo Colelli e Damiano Pisarra, hanno incontrato l’esecutivo comunale per avviare una collaborazione utile a valorizzare l’importante patrimonio culturale di un centro, l’antica Lagaria, tra i più blasonati della Magna Grecia, situato a metà strada tra Sybaris e Siris. Dove cultura e arte si intrecciano tra di loro, ben  rievocando i bei tempi andati, che hanno collocato il Paese della Mandorla, della Secca e della Stazione zoologica, tra le aree più importanti di interesse storico. Tant’è che Amendolara è sede di un Museo Archeologico Nazionale, dedicato al compianto medico e studioso “Vincenzo Laviola”, l’unico nell’intero territorio insieme a quello di Sibari, che gelosamente custodisce al suo interno, reperti di inestimabile valore. L’attenzione degli studiosi si concentrerà principalmente sul sito di San Nicola, un tempo di proprietà privata,  recentemente acquistato dal Ministero dei Beni e della Attività Culturali e del Turismo, su precisa indicazione del ministro Dario Franceschini. Siamo di fronte ad un pianoro,  spesso attenzionato da campagne di scavi, portate avanti da docenti e studenti dell’ Università “La Sapienza” di Roma, con il professore ordinario di Archeologia Classica, Paolo Carafa e la stessa  Soprintendenza guidata dal dottor Fabrizio Sudano e dal Dipartimento di Storia delle Arti e Archeologia dell’Unical diretto dall’indimenticabile professor Peppino Roma, peraltro figlio illustre di questa terra,  essendo nato nella confinante Castroregio, di cui è stato pure sindaco, che nel 2017, hanno determinato il ritrovamento di una fornace greca o medievale, che ha spinto ancor più il Ministero e lo stesso Sabap a scommettere su questo sito, che senz’altro diventerà un centro d’eccellenza per lo studio dell’archeologia, garantendo allo stesso tempo al paese, di proiettarsi  verso il futuro, facendo tesoro del suo passato.

COMUNICATO STAMPA

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