Abbazia del Patire. Rossano Purpurea, 11 cartelloni descrittivi in tutta l’area

PER LA PRIMA VOLTA, IL COMPLESSO MONASTICO DI SANTA MARIA DEL PATIR SI RACCONTA AL VISITATORE GRAZIE A UN RICCO CORREDO DI CARTELLI DESCRITTIVI

Risale a pochi mesi fa, ma è stata perfezionata in questi ultimi giorni, la collocazione di n. 11 cartelli allocati in tutta l’area intorno al Complesso monastico di Santa Maria del Patir che ci raccontano la sua magnifica storia, descrivono e illustrano la chiesa e le varie parti che compongono il monastero, accanto a un’interessantissima e originale ipotesi di ricostruzione elaborata dall’arch. Arcuri e pubblicata in un recente volume edito da Rubbettino.

Tutto questo grazie all’iniziativa di Rossano Purpurea che ha da tempo elaborato il progetto, intrapreso un costruttivo dialogo con gli Enti preposti per la realizzazione dell’intervento e fornito testi e immagini per lo stesso.

Il nucleo dei Carabinieri Biodiversità della zona e di Roma, gestori del bene e con cui la nostra comunità, attraverso la collaborazione di diversi soggetti, ha aperto su più fronti un promettente percorso di sinergia, ha accolto con interesse e sensibilità la proposta, provvedendo solertemente alla realizzazione dei cartelli nella loro sede di Fogliano (Roma) e con il sostegno del Comune di Corigliano Rossano, con l’allora Assessore alla Cultura, prof.ssa Donatella Novellis, che ha curato diverse fasi del progetto in fieri sul Patire.

«Un piccolo tassello, certamente – ha dichiarato la Presidente di Rossano Purpurea, prof.ssa Alessandra Mazzei – ma un risultato importante per la nostra Associazione, che è da sempre tesa a collaborare in modo attivo nei percorsi di valorizzazione territoriale e che su questo sito sta riversando molta attenzione; ma importante anche per il territorio, considerato che il Patire, pur essendo uno dei più prestigiosi e imponenti giacimenti culturali della nostra area, non ha mai avuto alcuna tabellonistica illustrativa, nessun corredo informativo che accompagnasse in modo opportuno e decoroso il visitatore a un approccio più consapevole e contestualizzato».

Soddisfatto tutto il direttivo purpureo e lieta del risultato raggiunto l’architetto Mariella Arcuri che, dall’interno e per conto del sodalizio, ha seguito tutto l’iter e curato i contenuti dei cartelli. «Il complesso monastico di Santa Maria del Patire è uno dei più importanti segni identitari del nostro territorio tutto: importante oggi, anche come sintesi, punto di incontro e ponte tra le due aree urbane della nostra città unica; ma importantissimo per quello che ha rappresentato in un passato di circa mille anni addietro, quale centro culturale, economico e strategico incontro tra la cultura orientale bizantina, della quale la città era impregnata, e la cultura occidentale che, con l’arrivo dei Normanni, iniziava a prendere il sopravvento latinizzandone la lingua e i riti religiosi».

Questo intervento si aggiunge agli altri già in corso, perseguiti anche con il Comitato Communia, costituitosi in occasione del concorso I Luoghi del Cuore del Fai, e che ad oggi hanno portato anche all’apertura al pubblico del refettorio (dove si trovano antichi affreschi da restaurare urgentemente!) e dello scriptorium, che, grazie anche all’impegno del Comune di Corigliano Rossano e della prof.ssa Novellis, ha avuto un primo allestimento con arredi e complementi realizzati negli anni precedenti.

«Sono le prime battute di un cammino che, con la sinergia di tutta la comunità e le forze istituzionali, e l’interesse del monto culturale internazionale, deve portarci lontano» ha concluso la Presidente Alessandra Mazzei, «puntando con impegno verso un possibile riconoscimento del sito come patrimonio dell’Unesco e al sorgere di un ecomuseo identitario».

 

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